AVVISO A TUTTI GLI INTERESSATI!
23 Maggio 2013
Vi sottopongo l’articolo relativo a questa iniziativa regionale: speriamo possa essere utile a molti di voi. Specialmente in questo periodo!
Ciccio Serra
Crisi, Dalla Regione Puglia Arriva Il Microcredito Per Le Imprese Sane Che Non Possono Accedere Ai Prestiti
BARI – Quasi 20 milioni di euro per salvaguardare e accrescere l’occupazione sostenendo le aziende più piccole. Ha una forte valenza anticrisi l’ultimo intervento regionale in favore della microimpresa. Si chiama “Fondo Microcredito d’Impresa” e fa parte del Piano Straordinario per il Lavoro.
Il fondo agevola le microimprese sane che vogliono crescere e continuare a produrre ma non possono farlo perché nessuna banca concederebbe loro un prestito. Le aziende destinatarie dell’intervento non hanno infatti né i requisiti minimi per ottenere credito dalle banche, né garanzie patrimoniali da offrire. Secondo le previsioni saranno 1.300 le imprese che verranno agevolate, nell’arco di tre anni, dalla dotazione attuale dell’intervento (19,5 milioni di euro). La misura è stata presentata oggi alla stampa dagli assessori Leo Caroli (Lavoro), Loredana Capone (Sviluppo economico) e Alba Sasso (Diritto allo Studio e Formazione). Sono 9 fino ad oggi gli interventi regionali destinati alle imprese piccole e piccolissime. Con una dotazione di 256,7 milioni di euro, hanno già mobilitato investimenti per oltre 600 milioni di euro agevolando più di 2.100 progetti con poco più di 155 milioni di euro di risorse pubbliche. A regime i posti di lavoro generati saranno più di 4.300. Allo stesso modo la battaglia contro la stretta del credito è stata affrontata con diverse iniziative ma questa volta la novità è veramente rilevante. Il Microcredito, le cui risorse derivano dal Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 (Asse II “Occupabilità”), non riguarda le garanzie. Si tratta di un prestito vero e proprio. Tuttavia non è una banca a concederlo ma la Regione Puglia attraverso la società regionale in house Puglia Sviluppo Spa.
Potranno accedere al finanziamento le “nuove imprese” con meno di 10 addetti, costituite da meno di 5 anni ma che abbiano emesso la prima fattura da almeno sei mesi. Requisito essenziale è la “non bancabilità”, quindi liquidità inferiore ai 50mila euro, proprietà immobiliari e di attrezzature inferiori ai 200mila euro, fatturato annuo inferiore ai 120mila euro. Le imprese inoltre non devono aver ricevuto finanziamenti superiori ai 30mila euro durante gli ultimi dodici mesi. Saranno finanziate forme di investimento come opere murarie, acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nonché automezzi di tipo commerciale, acquisto di software ma anche alcune spese di gestione come materie prime, semilavorati, locazione di immobili e utenze. L’impresa che ottiene un finanziamento accede ad un mutuo per un importo da 5.000 a 25.000 euro della durata massima di 60 mesi ad un tasso di interesse fisso, pari al 70% del tasso di riferimento UE (al 1 maggio 2013 il mutuo sarebbe concesso al tasso dello 0,46%).
Semplice il meccanismo di accesso. Connettendosi al sito www.sistem.puglia.it è possibile compilare e inviare on line la domanda preliminare. Puglia Sviluppo verifica i requisiti, se questi ci sono, convoca l’azienda per un colloquio. In quella stessa sede viene redatta e depositata la domanda definitiva di finanziamento. Segue l’istruttoria: se la domanda è finanziabile, viene data la relativa concessione. Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12,00 del 18 giugno 2013 aprendo la pagina www.sistema.puglia.it/microcredito. Non c’è scadenza perché l’avviso è a sportello quindi è aperto finché sono disponibili le risorse. Tuttavia la copertura di 19,5 milioni di euro è tale da consentire alle imprese di non affannarsi nel primo giorno di apertura ma di organizzare con calma la propria partecipazione. Per le informazioni e l’assistenza sul Microcredito d’Impresa, la Regione si avvarrà di una diffusa rete di sportelli selezionati nell’ambito della “Rete dei nodi” del Piano del Lavoro. A questi si aggiungeranno gli uffici regionali delle Commissioni Provinciali per l’Artigianato che operano presso le Camere di Commercio.
Fonte: Paese Nuovo .it